Lo stato di Tensione

Lo stato di tensione è tipico del Purgatorio. E’uno dei passaggi più difficili del percorso alchemico perché richiede al ricercatore contemporaneamente un profondo stato di Fede, di presenza e di Attenzione alle proprie dinamiche interiori.

E’ il momento in cui, è necessario imparare ad accogliere le parti di noi che sono costantemente in conflitto.
Dobbiamo essere consapevoli che per ogni desiderio di trasformazione, ne esiste uno inconscio, di uguale potenza, di conservazione dello stato attuale, che per ogni desiderio di manifestare il proprio Sé, ne esiste uno inconscio, di uguale potenza, di manifestare il proprio Ego, per ogni desiderio di camminare verso la Luce, ne esiste uno inconscio, di uguale potenza, di rimanere nell’Ombra, che per ogni desiderio di manifestare il proprio Paradiso Interiore, ne esiste uno inconscio, di uguale potenza, di manifestare il proprio Inferno Interiore.

Far finta che questa spinta inconscia non esista, è possibile, ma per poco tempo, prima o poi questa pulsione chiederà spazio e irromperà nella nostra quotidianità in maniera improvvisa e incontrollabile.

Le domande che mi vengono fatte più spesso sono: “Da dove arrivano queste spinte che sono contro la mia evoluzione? Dove sono nate? E perché?”

Cercare risposte a queste domande significa nutrire il piano mentale e renderle ancora più forti, quindi personalmente non mi chiedo né il perché né il senso di questo spinte, le accolgo come una parte fondamentale di me che ha bisogno di essere vista ed ascoltata.

Ma se qualcuno ha necessità di conoscere sul piano mentale per poter trasmutare degli aspetti di sé, allora è utile sapere che queste forze hanno avuto origine dalla formazione dell’Io, sono utili alla personalità per mantenere il controllo della nostra vita e sono intimamente legate alla nostra storia personale.

Queste forze non vanno giudicate, vanno osservate e accolte amorevolmente dentro sé, sono le nostre radici, sono le parti di noi più legate alla nostra storia personale, che hanno contribuito a creare ciò che siamo in questo momento, ma hanno anche un forte legame con il nostro Inferno interiore.

E poi ci sono le spinte evolutive, che arrivano dall’Anima e che chiedono come un severo dittatore di essere ascoltate e manifestate. Queste richieste scuotono le nostre abitudini, rompono gli schemi, ci richiedono Coraggio, Amore e Passione per la Vita. Senza se e senza ma. Ci chiedono, anzi ci impongono il coraggio di lasciare andare ogni certezza, ogni sicurezza per manifestare il nostro progetto Divino, ci chiedono il coraggio di inventarci nuove strade e nuovi modi di vivere questo mondo.

I nostri piedi sono radicati nello stato inferiore, i nostri occhi e il nostro cuore sono attratti dagli stati superiori e nel mezzo c’è tutta la nostra meravigliosa umanità.
Questo dimensione richiede un enorme lavoro di fermezza e di Presenza, cioè riuscire a permanere in questo stato di “tensione” dove da una parte siamo attirati dalla quotidianità e dell’altra siamo attirati dal cambiamento. Richiede profonda Fede, cioè l’indubbia certezza, che se riusciremo a rimanere saldi e solidi in questo stato, manifesteremo il nostro Progetto Divino, senza sapere però, quando ciò avverrà.

E da qui, nasce lo stato di passaggio che è lo stato di tensione tra l’Inferno e il Paradiso, lo stato in cui dobbiamo amare le nostre radici, la nostra storia personale, i nostri limiti e le nostre debolezze e farle amorevolmente convivere con le nuova vita che stiamo creando, con la nuova realtà che stiamo manifestando, con i nuovi sogni e con “quell’Amor che ditta dentro” che ci chiede di essere Divinamente Umani.

Con amore e gratitudine
Giorgia

Kebrilla Associazione Culturale


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